Officina del Segno · Su ordinazione
C'è un angolo del giardino dove la sera non va mai nessuno.
Una sera è un barbecue,
tutte le altre
è il fuoco acceso.
Cos'è
FARO è il fuoco messo in alto, dove si vede. Una colonna di acciaio corten col vano della legna passante, e sopra la vasca del fuoco: il bordo a settantotto centimetri da terra, l'altezza di un tavolo — ci stai intorno in piedi, col bicchiere in mano, e la brace lavora alla quota delle mani. Sotto, la legna in vista: la scorta che lo zavorra e lo veste. La griglia si posa quando vuoi: una sera è un barbecue, tutte le altre è il fuoco acceso.
Il Segno
Il taglio sul fianco della vasca è largo 9 millimetri e alto 115, e non è un marchio appiccicato: è la firma, tagliata dove il fuoco le dà luce. Di sera la vedi arrivando dal fondo del giardino — la riga accesa, in alto, che dice che il fuoco è già lì.
Il disegno
Due volumi, niente altro: sotto la colonna che tiene la legna, sopra la vasca che la brucia. Il vano passante fa tre cose con un taglio solo — scorta, zavorra e disegno. La forma lavora, sempre.
Il numero
Di FARO non esiste un magazzino: esiste il tuo. Sul fianco c'è inciso il numero — FARO · n. 02 è il secondo mai costruito. Sotto, la riga che scegli tu: un nome, una data, una frase vostra. Parole nell'acciaio, che restano quanto lui. Numero e riga sono marcati sulla lamiera piatta, prima delle pieghe e del trattamento: stanno dentro il metallo, non sopra.



Col pezzo arriva un certificato firmato che porta lo stesso numero, scritto a mano, e il timbro a secco: il Segno premuto nella carta. Chi te lo consegna sa esattamente quale pezzo ti ha dato. E tu sai cosa possiedi.
La griglia
Una lastra sola, tagliata al laser: le asole per la brace e le due maniglie ricavate dalla stessa lamiera. È acciaio al carbonio, il ferro delle padelle e delle parrilla argentine — si stagiona a olio, e più la usi meglio viene. Non è un accessorio comprato a parte: è disegnata con lui.
Il portabrace
Dentro la vasca c'è il portabrace: tiene la brace e la cenere, e quando è freddo si sfila per il labbro. Svuotare è un gesto, non un lavoro. Non è corten, è inox ferritico: dentro il fuoco il corten non protegge più di un acciaio normale, e lì serve un metallo che duri quanto il braciere. Ogni materiale sta dove serve.

la griglia posata sul labbro · dentro, il portabrace
Il corten
Il corten non è ruggine che rovina: è la finitura, e se la fa il tuo giardino, con la pioggia e il sole. Arriva chiaro e cambia sotto i tuoi occhi. Nei primi mesi cola un po' di colore su quello che ha sotto: è il metallo che si assesta. Poi la crosta si chiude, e da lì in avanti lo protegge.
CENTO CHILI
Pesa cento chili in due gruppi: la colonna si posa, la testa si posa sopra — in due, senza un bullone. E poi resta lì, fermo come un muro, con la legna che lo carica.
Come si compra
FARO nasce quando lo ordini: non c'è un magazzino, c'è un'officina di famiglia che fa una dozzina di pezzi l'anno. Tanti se ne fanno, con due mani e il tempo di farli bene. L'attesa la scegli tu: grezzo, in due settimane, arriva chiaro e la patina se la fa nel tuo giardino; già patinato, in quattro-sei, arriva col colore delle foto. In tutti e due i casi parte col suo numero, la tua riga e il suo certificato. E se arriva danneggiato, ce ne occupiamo noi: lo abbiamo costruito noi, e non c'è un servizio clienti da attraversare.